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19/03/2007 Per lei..per lei che sempre mi protegge e mi rende reale..
per lei con cui voglio passare il resto della mia vita realizzando tutti i suoi sogni e annullare tutte le sue parole..
per lei che è tutto per me..
Artista: Marta Sui Tubi Titolo: Cenere
Odio sorprendermi
e stare a un passo dal bisogno di volere fare ancora un passo in più sei schiuma sulle onde dei pensieri che si affannano sulle rocce calde di quest'isola comprerei da te... ogni sorta di magia ma se tu vendi solo fuoco brucerò sulla mia stessa cenere E come anelli intorno al nulla galleggiamo nell'inganno di un sorriso che ci schiaccia ma che non c'incastra più cerchi concentrici se vuoi remavo contro ai tuoi miracoli gettavo ombre sui miei limiti e non ho più... più pensato ai sogni che ora comprerei da te... ogni sorta di magia ma se tu vendi solo fuoco pagherò sulla mia stessa cenere 15/03/2007 KaIsEr oF pArTy ChIeFs oF tHe BlOcStavolta niente seghe mentali (quando qualcuno le consideri tali) in queste pagine virtuali possibili grazie a pasta di silicio..
questa volta solo dei consigli su due dischi che io considero i + belli (oltre che i + attesi da me medesimo) di questo inizio d'anno.
iniziamo con il primo:
Bloc Party - A Weekend in the city (2007)
i quattro londinesi d.o.c. stavolta ci vanno giù pesante.
premessa: il primo disco dei bloc party (silent alarm) musicalmente è stato una rivelazione in quel periodo per una serie di motivi:
1) il sound-->personalissimo e mai sentito da nessun altra band: in particolare la prepotente batteria e i riff taglienti di chitarra ed una predisposizione all'elettronica più evidente che nei radiohead di the bends;
2)concetti espressi-->siamo in presenza del primo disco post "undicisettembre" che aggredisce la morale, le paure e le psicosi della nostra società che quell'evento ha portato nelle menti di tutti noi, in particolare i testi non lasciano speranza o meglio si pongono la dmanda che tutti ci siamo posti (are you hoping for a miracle) "stiamo sperando per un miracolo?"..no la risposta è ovvia..come molte teorie stanno venendo a galla sul fatto che noi con tutte le immagini di attentati come fossero spot pubblicitari di una apocalisse annunciata siamo condizionati nel nostro modo di pensare e di agire dalla paura..paura indotta, non genuina, paura provocata..
3) identità-->questa è come si dice una conseguenza dei primi due punti sopra: identità che ha sempre caratterizzato band come u2 e radiohead, non a caso nomino queste due band che non hanno e mai avranno cloni..troppo difficili da imitare o seguire e qualunque tentativo suona forzatamente finto..senza speranza di redenzione..i bloc party si candidarono come altra super band dal dna inimitabile..
arrivando al nuovo disco, i bloc party al secondo album mischiano un pò le carte rischiando di perdere quel folto seguito di fans che speravano in altri pezzi come "banquet", "helicopter" e altri singoli che li hanno portati al successo.
inizia il disco con un'opening che non vuole spiazzare troppo i fan ed infatti song for clay ricalca le caratteristiche dei singoli suddetti, le sorprese però iniziano già dal secondo brano (hunting for witches) che si apre con un loop di frasi e synth che da il ritmo al pezzo, poi le chitarre seguono fino alla marcia del chorus..ma ancora niente di sconvolgente, vi assicuro.
la terza traccia ci porta in atmosfere rilassanti e qui si inizia a capire come l'intero album non sia una colonna sonora per tutti noi nei nostri week end, da adolescenti, rimpiangendo errori che non si sarebbero voluti commettere e magari cose che si sarebbero volute fare..in waiting for the 7:18 l'atmosfera è quella di un antico what if che ha avvolto un pò tutti noi quando nella tranquillità di un parco (come quello di brighton) abbiamo fatto il punto della situazione.
ancora sorprese nel singolo the prayer che pare tratto da una raccolta di b-sides dei chemical brothers (con cui il cantante dei bloc party ha collaborato in believe nel loro ultimo disco), chi si aspettava un ritornello impastato di chitarre invece rimarrà felicemente sorpreso nel ritrovarsi un tappeto di tastiere con kele che canta di sabati sera in discoteca dove ci si può sentire invincibili cercando di ammaliare tutti con la danza, vera espressione di libertà.
il verbo charming=ammaliare, stupire ricorre in molti testi di questo disco a testimoniare che i bloc party hanno concepito un perfetto concept album, fatto di adolescenza, all star ai piedi e voglia di identità personale difficile da trovare in un mondo che regala pacchetti preconfezionati di felicità.
questo concetto viene a squillare nella bellissima uniform che inizia leggera con: c'era un senso di delusione quando lasciammo il centro commerciale: tutti i giovani sembravano uguali.
la canzone continua con un proclama di indipendenza che tutti dovremmo cantare in coro e come una protesta finisc con queste parole: io sono un martire, ho bisogno solo di un motivo, io sono un martire ho solo bisogno di una causa, io sono un credente ho bisogno di un motivo io sono un credente ho slo bisogno di una causa.
le chitarre musicalmente ripassano la lezione di johnny greenwood, dei radiohead, impastando distorsori e suoni spaziali negli assoli, novità eccellente rispetto al precedente disco segno che i bloc party vogliono stupire anche col suono oltre che con le parole.
occhio che questo disco scotta.
perchè dopo le accuse arrivano le verità quotidiane con on condita con batteria e basso dub ed un crescendo d'archi da brividi quando kele canta I can charme them all perchè noi giovani siamo tutti drunken i love yous on top of the world, invincibili indistruttibili, unstoppable, almeno finchè qualcosa di opposto come la morte ci coglie alla provvista.
home racconta di un funerale di un ragazzo partito soldato in guerra: in every headline we are reminded that this is not home for us e la domanda seguente suona inquietante where is it? dov'è la nostra destinazione, il nostro fine? every day i must ask myself where is home? ma non crediate che sia uno spaccato di vita inglese, non sono argomenti prettamente riferiti alla terra d'albione, perchè anche in tutto il mondo siamo uguali noi giovani, siamo il seme del mondo, a londra come a berlino:
kreuzberg lo testimonia con innesti di parole tedesche nel testo e una melodia dolce struggente come il messaggio che comunicano i quattro: after sex the bitter taste, being fooled again, the serach continues, concerned mothers of the west teach your sons how to truly love.
storia di una capinera, di un giovane qualsiasi di berlino est, perchè pggi come allora nulla è stato risolto, la dissolvenza di promesse di un futuro migliore ci hanno imbottito di speranze e siamo rimasti immobili ad ammirarle in tutta la loro bellezza senza preoccuparci di realizzarle.
ma non è tutto oscuro il nostro mondo e così con i still remember i bloc party rubano la sapienza ai cure migliori ed imbastiscono una dolcissima canzone d'amore fatta di promesse e dichiarazioni d'intenti che chissà se saranno mantenute ma la loro potenza nei nostri cuori ci fanno dire di si, crediamoci ai nostri ti amo, alla realtà momentanea anche se non ci sarà + dopo tre secondi, perchè quei tre secondi sono i più belli.
e finisce così con sunday (domenica), una domenica mattina dove ci si riposa, si recuperano le forze dai nostri alcoholic days crogiolandoci in questa mattina: when i'm with you i am calm, a pearl in your oyster, head on my chest, a silent smile, a private kind of happyness; you see, giant proclamations are all very well but our love is louder than words.
il quartetto inglese lascia la chiusura ad srxt che in un luned' mattina stanco lentamente aleggia su di noi.
ma non è una dolce chiusura perchè magari si affoga, non si trova un appiglio e ci si lascia andare:
walking in the countryside
it seems that the wind have stopped
tell my mother i am sorry
and i loved her.
si conclude così il week end che ci propongono i bloc party in una città reale, fatta di vita quotidiana e di false speranze oltre che di clicchè ben rispettati.
non è un disco facile, che ti prende al primo ascolto, ma i bloc party non sono un gruppo che si candida ad essere amato, non hanno inventato nulla di nuovo, ma magari saranno gli unici a coccolarci e scuoterci quando saremmo soli.
rispetto al precedente la batteria è meno pompata e fa meno la protagonista ma è comunque sostenuta ed adatta.
un bel voto al quartetto: 10 su tutti i fronti!
Kaiser Chiefs - Yours truly, Angry Mob (2007)
Rimaniamo sempre in inghilterra ma ci spostiamo a Leeds, piccola cittadina (beh piccola) rispetto alla megalopoli Londra.
Qui magari i luoghi comuni che rguardano la rpovincia ci stanno tutti anche per quello che riguarda la società.
il quintetto di Leeds col precedente disco aveva ricevuto il plauso di critica e pubblico ed ha fatto incetta di tutti i premi possibili ed immaginabili (anche uomo meglio vestito: il cantante ricky wilson).
Cito per comodità un giornalista che ha affermato:
"Ascoltando i Kaiser Chiefs viene da chiedersi perchè tutti i gruppi non possano essere come loro: ovvero orecchiabili, intelligenti, spiritosi e con una certa voglia di far casino".
sono proprio così i Kaiser Chiefs: inglesi fino all'osso e grazie a questa peculiarità anagrafica sono anche ottimi, acuti e feroci osservatori sociali al pari di Libertines, Kinks e Blur.
non a caso ricordano molto l'ultimo gruppo appena citato.
chi ha nostalgia dei Blur primo formato (ovvero brit pop) possono correre e prendere questo disco.
ottimo, ben fatto e ti prende davvero fin all'ultimo pezzo e ti fa sospirare: ma come già finito?
siamo lontani dalle meraviglie ad inserti elettroniche dei bloc party, qui è tutto chitarra basso batteria ed un pò di tastiera che non guasta (organo, piano e sintetizzatore - anche se molto meno applicate che nel precedente disco).
c'è poco davvero poco da dire sui kaiser chiefs: non sono un super gruppo ma hanno la capacità di conquistarti con delle bellissime melodie che ti prendono e ti fanno canticchiare già fin dal primo ascolto: Ruby, Angry Mob, Everything is average nowadays.
esempi di ottime canzoni condite da testi ironici a partire dal titolo.
tutto è mediorce oggigiorno e noi siamo la folla che sa cosa ama e sa cosa odia ma si fa anche influenzare facilmente dalla stampa gratis del metrò.
si proprio così ormai tutto il mondo è paese e anche cantare l'amore non è una competizione ma io sto vincendo non fa più scalpore e anche la malinconia con cui ricky wilson canta queste parole la rende credibile e soprattutto molto ma molto triste.
ricordi d'adolescenza in Highroyds in cui teenagers che testano il loro coraggio stando tutta la notte fuori dalle discoteche mentre nevica sperando di poter entrare quando invece certe ragazze con certi vestiti non hanno bisogno d'invito.
Ottima anche Heat dies down con il suo ritornello danzereccio e che ti prende subito la cantilena sotto la doccia. ma tutti i brani di questo disco sono importanti come la corta Boxing champ dove il batterista improvvisatosi (buon) cantante sotto un pianoforte strappalacrime racconta di un bullo che pesta un ragazzino: prima eri un campione di boxe ed io una mezzacalza, adesso tu non sei più un campione di boxe ed io invece sono rimasto lo stesso e ti ringrazio per averlo fatto!
Alle donne piacciono gli uomini che le fanno soffrire? c'è spazio anche per loro in My kind of guy, dove ricky canta " tu sei il mio tipo perchè mi piace il tuo stile e tu sembri orribile come me e non mi interessa se sei maleducato mi ricordi me stessa"..e proprio da degli inglesi d.o.c. come loro poteva partire una critica così forte al tipo di uomo che le donne prediligono (solo oggigiorno? chissà, tanto oggi è tutto mediocre!!!).
viene da ridere e soprattuto mette un nonsochè di allegria addosso questo disco dei Kaiser Chiefs..che ci posso fare..adoro il rock inglese fatto bene ed i testi ironici: ottima la conclusiva Retirement (=pensionamento) che già dal titolo promette bene e ricorda com'è facile fare soldi oggi con una semplice idea che magari abbia successo e diventi indispensabile come la lavatrice (testuale..nel testo c'è la parola lavatrice!!!).
l'uomo e la sua manualità rimpiazzato dalle macchine? google indispensabile come l'asciugatrice? argomenti moderni e che fanno magari riflettere ltre che sorridere, ma la realtà è un'altra: dopo tutte queste mie parole rimane solo un ottimo disco che fa saltare sorridere e meravigliarsi e soprattutto chiedersi: perchè tutti i gruppi non possono essere come i Kaiser Chiefs?...
10 anche a loro ovviamente!!!!
04/03/2007 Ultimatum - (not surprised)io sono una persona difficile..
difficile da comprendere, difficile da odiare..difficile da amare..
ho sempre avuto in mente un'idea di libertà basata su un semplice concetto: "la libertà è il potersi creare un'alternativa"..
non mi piace questo lavoro? passo ad altro..non mi trovo più bene con una persona..me ne trova altre..alternative..
non ho mai pensato a certe responsabilità della vita come la famiglia, i figli ed altre cose che non sto qui a puntualizzare..
non ho mai pensato a fare cose che mi potessero imprigionare in una vita fissa..
tutti voi che state leggendo sicuramente penserete che sono uno spiantato e che non vuole combinare nulla nella vita..oppure semplicemente uno che non vuole crescere..forse avete ragione nel pensarlo..o forse no..
forse non avete preso in considerazione la paura come causa principale del mio quasi rifiuto nel prendere una strada anzicchè un'altra..ma non la paura in generale..più tipi di paure:
paura di fallire, paura di non essere in grado di.., paura di non esserne degno..di qualsiasi cosa..
da quasi un anno sto con uan ragazza: una splendida ragazza, seria intelligente spiritosa, bellissima, speciale..difficilmente ne trovo dei difetti..
ovviamente vivendo insieme a lei, il pensare al passo successivo è normale..come sognare una famiglia..
quando l'ho conosciuta tutta la mia idea di libertà è venuta meno e l'imprigionarsi in un qualche tipo di routine era una bellissima sensazione di giornate passate a passeggiare sul lungomare..l'alternativa non aveva più importanza perchè non ne avevo bisogno..lei era (ed è) tutto quello che avessi mai desiderato..
il matrimonio come prigione si era trasformato nei miei pensieri come d'incanto in un bellissimo quadro d'unione e gioia tra due anime gemelle che finalmente avevano trovato la propria metà mancante..
il concetto di famiglia mi era più familiare pensandone ad una mia con questa magnifica donna.
la società e le sue brutture mi sembravano superabili di fronte all'amore che noi avremmo potuto dare ai nostri figli..
ebbene in me si è verificato un mutamento istantaneo, radicale e soprattutto motivato..
una vera rivoluzione copernicana dentro la mia anima..e ciò modificò anche l'idea di futuro che avevo in me..
io continuo a volere queste cose con tutto il mio cuore..le voglio e sono sicuro che un giorno non lontano le costruirò.
avrò un lavoro, tornerò a casa da lei e dai miei figli, starò delle ore rinunciando a quello che più adoro pur di stare con loro e giocare e crescere insieme a loro..
però adesso la paura quella paura somma di tante insicurezze mostri interiori ancora non va via..e non riesco a scacciarla..però so che ci riuscirò..
non voglio passare tutta la mia vita a non realizzare i miei sogni ( ed anche i suoi) per colpa delle mie insicurezze.
ma ho bisogno di tempo..
non so quanto..poco credo..e non so quantificare-
un ultimatum è quello che mi distrugge..
ed il non avere scelta mi assale di notte come un puma un viaggiatore nella tundra..
mi sveglio col terrore che questa magnifica persona che mi sta accanto un giorno possa stancarsi di aspettare o ancora peggio si stancasse di desiderare con me..
mi alzo al mattino in debito con lei..ed ogni mattino mi indebito ancora di più del giorno prima..
ma la paura, quella paura mi paralizza..ed è una cosa che non posso controllare e scacciare subito..vorrei dirle quanto la amo e che farei di tutto per lei..ma so che non è così..almeno non del tutto..
mezze verità per un mezzo uomo che sono..ancora ancorato ad una adolescenza che per paura sembra non volere finire mai..
vorrei che mi aspettasse e che non si fermasse davanti a nulla..
vorrei essere quello che lei vuole..solo per farla felice, un secondo, solo un secondo, solo per farla felice davvero un secondo, perchè le felicità false rivelate fanno più male di mille tradimenti e di mille coltelli..
vorrei vorrei..ed è ora di realizzare i miei desideri..
ti amo piccola picci..non so quanto questo conti per te..ma lo sento forte dentro di me questo cuore che non smette di galoppare..
di paura, di gioia, di vita..
sei tutto per me..
Artista: Kaiser Chiefs Titolo: Not Surprised
Hey, I'm back again Did I see you in the park? But the evening came And I lost you in the dark Passed the village green Where you were crouching by the bins You were on your own And hanging by the swings And I was surprised Now I'm not surprised That you changed your mind And you tried to hide (x2) And I don't feel comfortable talking To anybody except you I don't feel comfortable talking To anybody else Hey, I'm back again Was the world too small for you? You were gone a year And you'd done everything to do It's a sad affair Because nobody ever wins Down the fire escape I'll meet you by the bins And I was surprised Now I'm not surprised That you changed your mind And you tried to hide (x2) And I don't feel comfortable talking To anybody except you I don't feel comfortable talking To anybody else And so far it's been civilised So far it's been fine It's just the way it used to be Remember that you're mine And I don't feel comfortable talking To anybody except you I don't feel comfortable talking To anybody else (x2) |
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